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	<title>Il blog di Franco Nibale</title>
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	<description>Consigliere provinciale di Padova</description>
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		<title>La Lega  in mutande</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 20:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 2 dicembre 2010 si è concretizzato nell&#8217;aula del Consiglio Provinciale di Padova l&#8217;ultimo di una serie di siparietti “padani”, l&#8217;ennesima perla filosofica leghista. Una perla filosofica, a dire il vero, che ha ben poco da insegnare. Uno spot che ha il vago sapore di una scenetta già vista: correva l&#8217;anno 1936, e il dittatore nazista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/calderoli_in_mutande.jpg" alt="" width="448" height="300" /></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Giovedì 2 dicembre 2010 si è concretizzato nell&#8217;aula del Consiglio Provinciale di Padova l&#8217;ultimo di una serie di siparietti “padani”, l&#8217;ennesima perla filosofica leghista. Una perla filosofica, a dire il vero, che ha ben poco da insegnare.</p>
<p>Uno spot che ha il vago sapore di una scenetta già vista: correva l&#8217;anno 1936, e il dittatore nazista per antonomasia sceglieva personalmente i componenti delle squadre e gli atleti da far gareggiare alle olimpiadi di Berlino. Dovevano essere esclusivamente di purissima razza ariana. Storse il naso quando, per regolamento, dovette ammettere alle gare anche atleti che non rispecchiavano i canoni fisici dettati dalla sua linea politico-demenziale.</p>
<p>Passano gli anni, passano le persone, ma certe idee, certe logiche e schemi di ragionamento non cambiano. Quei capitoli tragici scritti negli anni 20, 30 e 40 del secolo scorso, che sono forse l&#8217;onta più grande nella storia dell&#8217;Europa occidentale, dovrebbe averci insegnato qualcosa; ma per taluni sembra non essere così.<span id="more-213"></span></p>
<p>Certo, il consigliere provinciale della Lega Pietro Giovannoni, nonché presidente del Consiglio comunale di Vigonza (insomma, non sicuramente uno che si possa definire inesperto di sedi istituzionali), è liberissimo di esprimere tutta la sua contrarietà sui finanziamenti ad un evento come la Maratona di S. Antonio. Rientra nel novero delle opinioni politiche che possono essere condivise o meno.</p>
<p>Ma aggiungere che il finanziamento non debba avvenire perché gli atleti che vi gareggiano e che vincono sono “neri extracomunitari che corrono in mutande”, non solo non ha nulla di condivisibile, ma evidenzia un modo di ragionare che contrasta palesemente e in modo molto grave sia con i principi fondativi sui quali si basa la nostra Nazione, sia più largamente con i principi fondamentali che regolano i diritti dell&#8217;uomo nella società odierna.</p>
<p>Tuttavia se ai leghisti, che tanto aborriscono l&#8217;Italia, non interessano i principi fondamentali scritti nella nostra Costituzione o nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”, almeno si ricordino ogni tanto ciò che fece in passato la Repubblica Serenissima, presa continuamente a modello ispiratore e spesso da loro esaltata come esempio da perseguire.</p>
<p>Rammento che, nel lontanissimo 960 d.C., cioè 1050 anni or sono, per volontà del 22° Doge di Venezia, Pietro IV Candiano, la “Serenissima” fu la prima Repubblica ad abolire la tratta degli schiavi che all&#8217;epoca erano per lo più neri o, come si diceva in quel tempo e ancora oggi si dice in dialetto veneto con un termine che trovo molto delicato e ricco di storia, “mòri”.<br />
Ma evidentemente, per ragioni opportunistiche e/o di convenienza, certe cose si preferiscono ricordare a momenti alterni o quando fa più comodo.</p>
<p>E&#8217; evidente che questi episodi continuano a rimarcare le contraddizioni della Lega che alternativamente disprezzando la Costituzione o i diritti fondamentali dell&#8217;uomo, crea una visione del mondo e delle regole a proprio uso e consumo.<br />
Com&#8217;è possibile ergersi a paladini e propugnatori del cristianesimo a colpi di “crocifisso esposto in tutti i luoghi pubblici”, o a colpi di “salviamo le nostre tradizioni e le nostre memorie”, se poi non vengono messi in pratica proprio quegli insegnamenti che si vogliono difendere?</p>
<p>Forse, vista la qualità e la profondità degli interventi di chi oggi sta al governo, più che gli atleti che corrono la maratona, è una certa politica ad essere&#8230; in mutande.</p>
</div>
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		<title>Consiglio Provinciale di Padova: bocciata la mozione contro l&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 17:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto di seguito il mio intervento in aula, nella seduta del 13 maggio 2010, durante la discussione sulla mozione contro l&#8217;omofobia. Purtroppo il Consiglio Provinciale alla fine ha bocciato l&#8217;intero testo. Egregi colleghi, vorrei citarvi un pensiero di Immanuel Kant che io ritengo racchiuda l&#8217;essenza della questione posta oggi all&#8217;attenzione di questo Consiglio: “Nessuno mi può costringere ad essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/omofobia.jpg" alt="" width="250" height="270" /></p>
<div style="text-align: justify;">Riporto di seguito il mio intervento in aula, nella seduta del 13 maggio 2010, durante la discussione sulla mozione contro l&#8217;omofobia. Purtroppo il Consiglio Provinciale alla fine ha bocciato l&#8217;intero testo.</div>
<div style="text-align: justify;">
<blockquote><p>Egregi colleghi,</p>
<p>vorrei citarvi un pensiero di Immanuel Kant che io ritengo racchiuda l&#8217;essenza della questione posta oggi all&#8217;attenzione di questo Consiglio:</p>
<p>“Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo, ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo.”</p>
<p>Ora, sono francamente rammaricato del parere negativo che ne è uscito dalle commissioni preposte alla discussione e all&#8217;approfondimento di un così delicato ma importante tema.</p>
<p>Vorrei innanzitutto sottolineare che l&#8217;argomento centrale che viene qui trattato in questa mozione è l&#8217;omofobia.<span id="more-137"></span></p>
<p>L&#8217;omofobia può essere definita come una paura e un&#8217;avversione irrazionale basta sul pregiudizio che taluni provano in maniera conscia o inconscia attraverso un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, nei confronti dell&#8217;omosessualità.</p>
<p>In un&#8217;accezione discriminatoria, il termine “omofobia” sta, tra l&#8217;altro, ad indicare tutti quei comportamenti riconducibili al sessismo che ledono i diritti e la dignità delle persone omosessuali sulla base esclusiva del loro orientamento sessuale. Rientrano in questa definizione le discriminazioni sul posto di lavoro, nelle istituzioni, nella cultura, nonché gli atti di violenza fisica e psicologica.</p>
<p>Mi sarei aspettato in questo senso un corale appoggio a favore di questo testo che, partendo dalla realtà degli accadimenti recenti, va proprio nella direzione di cercare di educare al valore del rispetto e della dignità delle persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale.</p>
<p>I report annuali di Arcigay sull&#8217;omofobia, senza dubbio in difetto rispetto al numero dei casi totali effettivamente accaduti, annoverano, nel 2008, 45 violenze ed aggressioni documentate che nel 2009 salgono a ben 80 casi (quasi il doppio!). E gli omicidi a sfondo omofobo passano da 9 a 12.</p>
<p>E mi preme qui sottolineare che la mancanza di una reale percezione di tutela, poiché nell&#8217;ordinamento giuridico italiano non esiste una specifica fattispecie di reato, insieme ad una forte omofobia interiorizzata determinano che la stragrande maggioranza dei casi di violenza omofobica non vengano nemmeno denunciati. Si è di fronte, cioè, ad una spirale che si avvolge su se stessa e che attanaglia all&#8217;interno, senza possibilità di scampo, le proprie vittime.</p>
<p>Detto ciò, fa specie che si riesca con leggerezza a votare contro una mozione che cerca, a mio avviso in modo molto pacato e corretto, di promuovere la cultura del rispetto e la condanna di una mentalità omofobica.</p>
<p>Solo una concezione di omosessualità bigotta e arcaica può portare ad una valutazione negativa di questa mozione. Ma è chiaro che dobbiamo intenderci di cosa si parla quando si tratta l&#8217;omosessualità.</p>
<p>Se la stessa è vista come una semplice condizione naturale dell&#8217;essere umano, o meglio, come dice l&#8217;OMS, una variante naturale del comportamento, allora questa mozione non può che essere votata in modo favorevole.</p>
<p>Se alternativamente si crede che l&#8217;omosessualità sia un vizio, una scelta, o peggio ancora una moda, allora è chiaro che è come se stessimo trattando del ruolo della donna così come concepito agli inizi del secolo scorso, quando la stessa aveva la funzione esclusiva di portare avanti la casa, ma non aveva diritto di intervento sulle decisioni importanti e tanto meno diritto di voto perché considerata, all&#8217;epoca, inferiore anche sul piano dell&#8217;intelligenza rispetto all&#8217;uomo. O ancora quando i neri erano considerati, esclusivamente per il loro colore diverso della pelle, inferiori ai bianchi tanto da non poter essere altro che schiavi o servi. E vorrei evidenziare che, all&#8217;epoca, queste visioni della società erano considerate giuste dalla maggior parte della popolazione e approvate dalle stesse istituzioni.</p>
<p>E&#8217; per questa ragione che chiedo uno sforzo a questo Consiglio, anche in vista della giornata mondiale contro l&#8217;omofobia che si terrà il 17 maggio prossimo. Uno sforzo nel non chiudersi dentro a schematismi preconcettuali o di semplice appartenenza politica, ma di aprirsi e riconoscere il valore di ogni singola persona umana anche attraverso l&#8217;approvazione di questa mozione.</p>
<p>Il motore del cambiamento e del progresso, soprattutto sul piano culturale, che ha portato nel tempo le donne ad emanciparsi, o un nero a diventare il presidente della nazione più potente del mondo, parte anche da qui, da quest&#8217;aula, dalle azioni che noi, nella nostra realtà, come rappresentanti siamo chiamati ad esprimere.</p>
<p>Grazie.</p></blockquote>
<p> </p>
<p><strong>Dichiarazione di voto</strong></p>
<blockquote><p>Mi spiace moltissimo non poter fare una dichiarazione di voto a nome di tutta l&#8217;Italia dei Valori, poiché un consigliere del mio gruppo ha preferito volontariamente non partecipare alla votazione. Ma ciò non mi impedisce di poter esprime la mia ferma condanna per ogni atto discriminatorio che leda la dignità ed il rispetto che si deve a ciascun essere umano. Non posso accettare l&#8217;esistenza di discriminazioni di taluni individui rispetto ad altri esclusivamente per la propria condizione sociale o personale, la propria razza, religione o orientamento sessuale proprio per quei valori che stanno alla base dei principi ispiratori del mio partito.</p>
<p>Prova della sensibilità che l&#8217;Italia dei Valori ha verso queste tematiche è anche il fatto che all&#8217;interno del mio partito sia previsto uno specifico dipartimento per lo studio e l&#8217;elaborazione di politiche per la promozione e la difesa dei diritti civili, il cui responsabile nazionale è Franco Grillini attuale Consigliere regionale IdV dell&#8217;Emilia Romagna e Presidente onorario Arcigay.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questi motivi, il mio voto non può che essere un voto totalmente a favore di questa mozione.</p>
</blockquote>
</div>
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		<title>Ronde, un insulto alle forze dell&#8217;ordine e alla sicurezza</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2009/08/ronde-un-insulto-alle-forze-dellordine-e-alla-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto di seguito quanto ho inviato a &#8220;Il Gazzettino di Padova&#8221; in risposta alla lettera scritta dal capogruppo della Lega in Consiglio Provinciale a Padova. Alla domanda del Consigliere provinciale Alessandro Paiusco (Lega) posta nella lettera pubblicata giovedì 20 agosto 2009 sul Gazzettino (&#8220;Ma davvero pensate che le ronde siano uno scandalo?&#8221;) , rispondo “no, non penso che le ronde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ronde.jpg" alt="" width="500" height="310" /></p>
<p>Riporto di seguito quanto ho inviato a &#8220;Il Gazzettino di Padova&#8221; in risposta alla lettera scritta dal capogruppo della Lega in Consiglio Provinciale a Padova.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Alla domanda del Consigliere provinciale Alessandro Paiusco (Lega) posta nella lettera pubblicata giovedì 20 agosto 2009 sul Gazzettino (&#8220;Ma davvero pensate che le ronde siano uno scandalo?&#8221;) , rispondo “no, non penso che le ronde siano uno scandalo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso invece che le ronde siano un insulto alle forze dell&#8217;ordine e alla sicurezza dei cittadini. Il motivo è semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo ha continuamente falcidiato i fondi alle forze di polizia, la benzina manca per far correre pantere e gazzelle, la polizia penitenziaria sciopera perché le carceri sono sovraffollate al limite dell&#8217;umana pietà e gli agenti sono sott&#8217;organico rendendo di estrema difficoltà la gestione dei detenuti e i turni di guardia, e poi si inneggia alla sicurezza con un decreto che istituisce, quasi come uno sberleffo a tutto questo, le &#8220;associazioni di osservatori volontari&#8221;. O, per usare un termine più in voga &#8220;ronde&#8221; dato il maggior effetto, la maggiore “sicurezza&#8221; che la parola instilla nelle menti dei cittadini.<span id="more-194"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Associazioni di volontari, non pagati quindi. Altrimenti il Sindaco Tosi (Lega), con ingenua sincerità, direbbe: &#8220;Non bisogna stipendiare nessuno, perché allora tanto vale assumere altri vigili&#8221; (si veda intervista &#8220;La Repubblica&#8221; 7/8/2009 pag. 11).</p>
<p style="text-align: justify;">Rondisti, armati solo di torcia e telefonino a gruppi di tre, maggiorenni, di cui almeno uno ultra-venticinquenne, che girano per le strade telefonando alla polizia per avvertire di ciò che succede, senza poter intervenire. Si potrebbe definire quasi come un senso civico istituzionalizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora non sarebbe forse molto più proficuo una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini per un maggior e più coinvolgente senso di responsabilità e di attenzione verso gli altri e ciò che ci circonda e non soltanto verso quello che ci appartiene? Quali migliori ronde se tutti i cittadini fossero rondisti? Lo strumento principale ce l&#8217;hanno già tutti, il telefonino. Il numero per chiamare la polizia o i carabinieri è di facile memorizzazione: 112 o 113.</p>
<p style="text-align: justify;">La sicurezza, quella vera, lasciamola a chi la fa di mestiere.</p>
</blockquote>
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		<title>Eletto Consigliere provinciale di Padova</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 20:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio provinciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, con 1250 voti pari al 9,67% del totale nella circoscrizione “Padova VII”, risulto il secondo degli eletti al Consiglio provinciale di Padova nella lista dell&#8217;Italia dei Valori. Gli altri due consiglieri IdV che andranno a formare assieme a me il gruppo consiliare sono Silvia Clai, con 1360 voti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/elezione_provinciale_mini.png" alt="" width="552" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, con 1250 voti pari al 9,67% del totale nella circoscrizione “Padova VII”, risulto il secondo degli eletti al Consiglio provinciale di Padova nella lista dell&#8217;Italia dei Valori. Gli altri due consiglieri IdV che andranno a formare assieme a me il gruppo consiliare sono Silvia Clai, con 1360 voti (10,05%), e Antonio Albuzio, eletto di diritto quale candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa elezione è per me il coronamento di un sogno e di una passione che mi vede impegnato da diversi anni in ambito politico e che porterò avanti con senso di responsabilità e dedizione, conscio dell&#8217;importante ruolo che gli elettori hanno voluto affidarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non la considero un punto di arrivo. Anzi. Questa è solo il punto di partenza per cercare di cambiare le cose, di migliorare la gestione di quello che appartiene a tutti, della cosa pubblica.<span id="more-122"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che se da una parte l&#8217;Italia dei Valori ha ottenuto un ottimo risultato elettorale triplicando la propria presenza nel Consiglio provinciale, dall&#8217;altra il centrosinistra ha perso le elezioni lasciando per altri cinque anni l&#8217;amministrazione della Provincia in mano al centrodestra.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia ciò non mi avvilisce o demoralizza, ma al contrario mi rafforza sapendo che sono stato eletto per rappresentare comunque quella parte di cittadini che la pensa diversamente.</p>
<p style="text-align: justify;">I punti cardine del mio operare saranno il buonsenso e il dialogo costruttivo con tutte le forze politiche presenti in consiglio, ma saranno anche l&#8217;intransigenza ed il rigore per il rispetto delle regole e delle leggi, con l&#8217;unico obiettivo di perseguire il bene di tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio sentitamente quanti mi hanno sostenuto in questa difficile campagna elettorale con la speranza di soddisfare al meglio delle mie capacità le aspettative degli elettori e di quanti credono nell&#8217;Italia dei Valori.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Software libero e internet gratuito a Padova</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2009/03/software-libero-e-internet-gratuito-a-padova/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 16:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 14 marzo 2009, come Italia dei Valori di Padova abbiamo tenuto una conferenza stampa in Municipio per presentare uno dei punti programmatici del nostro programma, di cui sono onorato di averne la paternità,  per le prossime elezioni amministrative comunali di giugno 2009. Riporto di seguito il testo del comunicato stampa &#8221;Sofware libero e internet gratuito in città&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/opensource_wifi.jpg" alt="" width="530" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 14 marzo 2009, come Italia dei Valori di Padova abbiamo tenuto una conferenza stampa in Municipio per presentare uno dei punti programmatici del nostro programma, di cui sono onorato di averne la paternità,  per le prossime elezioni amministrative comunali di giugno 2009. Riporto di seguito il testo del comunicato stampa &#8221;Sofware libero e internet gratuito in città&#8221; che ho avuto il piacere di illustrare ai giornalisti e che è stato variamente pubblicato sia da &#8220;il Mattino&#8221; sia da &#8220;Corriere del Veneto&#8221;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le nuove tecnologie interessano sempre più ogni aspetto della nostra esistenza, anche senza che ce ne accorgiamo. E&#8217; necessario adottare e promuovere comportamenti consapevoli per consentire alla Pubblica Amministrazione e al singolo Cittadino di riappropriarsi della decisionalità sui processi informatici, in ogni contesto della vita sociale e dell&#8217;attività produttiva.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia dei Valori di Padova è convinta che, poiché la Pubblica Amministrazione è responsabile dell&#8217;elaborazione e del corretto trattamento dei dati che descrivono la vita dei Cittadini nei più vari aspetti, il Comune di Padova deve impegnarsi nell&#8217;adozione delle tecnologie aperte e di formati dei dati standard, aperti e documentati.<span id="more-101"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Economicità &#8211; Nel rispetto del principio di economicità dell&#8217;attività amministrativa, bisogna ottimizzare l&#8217;impiego delle risorse nel settore delle Tecnologie dell&#8217;Informazione e della Comunicazione attraverso l&#8217;adozione di preferenza del Software Libero nelle infrastrutture e nei programmi informatici per il back-office e per l&#8217;erogazione dei servizi al cittadino.<br />
L&#8217;adozione del Software Libero consente di abbattere il costo per le licenze d&#8217;uso del software, che costituisce una delle voci più pesanti nel bilancio delle acquisizioni di programmi per elaboratore da parte delle Pubbliche amministrazioni, mantenendo al contempo un rapporto di virtuosa indipendenza dal singolo fornitore.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia dei Valori di Padova si impegnerà affinché il Comune di Padova favorisca l&#8217;adozione del software libero presso gli Istituti di Istruzione di ogni ordine e grado, iniziando da quelli di propria competenza, per consentire a docenti e discenti di studiare in modo approfondito la tecnologia, di padroneggiarla e quindi costruirla consapevolmente, e per consentire anche alle Scuole l&#8217;abbattimento dei costi per il software con la possibilità di reinvestire, nell&#8217;acquisizione di hardware ed altri strumenti, parte delle risorse risparmiate.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questo un impegno di Italia dei Valori di Padova che se ne fa promotrice e che lo ha inserito come suo punto programmatico per le elezioni amministrative di giugno 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un solo esempio, ponendo di sostituire semplicemente su 1000 computer del Comune di Padova il programma Office di Microsoft con l&#8217;alternativa libera OpenOffice, programma identico nelle funzioni ma con codice sorgente aperto, si può ipotizzare (per difetto) un risparmio di denaro pubblico che si aggira intorno a 300.000-350.000 euro solo per licenza d&#8217;uso.<br />
E questo risparmio è solo un esempio, poiché si è ipotizzato la sostituzione di un solo programma. Ma si può immaginare anche la sostituzione di altri programmi ove possibile, quali ad esempio l&#8217;adozione di software di grafica come GIMP, fino ad arrivare allo stesso sistema operativo optando per la soluzione gratuita offerta da Linux.<br />
Adottando un intervento strutturale a 360° nel campo del software libero, è possibile ragionevolmente ipotizzare un risparmio complessivo che raggiunge cifre a sei zeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, al fine di incentivare una più forte apertura e interesse verso l&#8217;opensource e i numerosi vantaggi che esso propone, crediamo che si debba attivare una campagna di informazione e promozione che parta dalle scuole del comune (e che potrà essere estesa anche nei vari quartieri) fornendo a docenti ed alunni gli strumenti software per permettere loro di imparare, comprendere ed apprezzare questi programmi. Programmi che poi i ragazzi potranno liberamente copiare nel proprio computer portatile o di casa senza per questo violare alcuna norma di copyright o di licenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo altresì convinti che in una comunità sempre più tecnologica, la città di Padova deve avere idee e progetti innovativi che possano consentire a tutti i cittadini di potersi connettere a Internet attraverso ogni tipo di collegamento possibile (via rete Wi-Fi, powerline, o col nuovo Wi-Max) dai nostri quartieri, dai parchi, dagli autobus.<br />
Quello che propone IdV di Padova è una svolta epocale nel modo di concepire la vita della nostra città: riuscire a garantire ad un impiegato, un funzionario, uno studente, un manager, di poter lavorare e fare ricerca, di studiare&#8230; dal Parco Iris piuttosto che dal Museo o dal Centro Culturale Altinate.<br />
E&#8217; un sogno che a Padova un&#8217;amministrazione lungimirante può e deve garantire.</p></blockquote>
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		<title>Ripensare all&#8217;ora di religione nelle scuole statali</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/12/ripensare-alla-ora-di-religione-nelle-scuole-statali/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 12:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Gazzettino di Padova del 27 novembre 2008 un articolo intitola &#8220;Fuggi fuggi dall&#8217;ora di religione: a Padova, alle superiori, uno studente su 5 non sceglie l&#8217;insegnamento cattolico&#8221; snocciolando tutta una serie di dati sul progressivo aumento degli alunni delle scuole secondarie che scelgono di non frequentare l&#8217;ora settimanale di religione cattolica. Per comprendere la questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ora_di_religione.png" alt="" width="253" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sul Gazzettino di Padova del 27 novembre 2008 un articolo intitola &#8220;Fuggi fuggi dall&#8217;ora di religione: a Padova, alle superiori, uno studente su 5 non sceglie l&#8217;insegnamento cattolico&#8221; snocciolando tutta una serie di dati sul progressivo aumento degli alunni delle scuole secondarie che scelgono di non frequentare l&#8217;ora settimanale di religione cattolica.<br />
Per comprendere la questione bisogna fare un salto indietro nel tempo ed arrivare fino al 1929 quando, l&#8217;allora Presidente del Consiglio Benito Mussolini firmò quelli che sono passati alla storia come Patti Lateranensi. L&#8217;accordo tra Stato e Chiesa prevedeva tra l&#8217;altro che da quel momento in poi in tutte le scuole del Regno prima, della Repubblica poi, fosse prevista un&#8217;ora obbligatoria alla settimana durante la quale venisse insegnata la Religione Cattolica.<br />
Più tardi, nel 1982, il Concordato fu rivisto, trasformando l&#8217;ora da &#8220;obbligatoria&#8221; a &#8220;facoltativa&#8221; per rispondere meglio alle esigenze di laicità dello Stato, così come previsto dalla Carta Costituzionale.<br />
Delineato a grandi tratti il quadro storico, è doveroso ora porsi la domanda su quale sia la differenza tra l&#8217;ora di Religione Cattolica prevista nelle scuole statali, e l&#8217;ora settimanale di Catechesi notoriamente proposta dalle singole parrocchie e coordinata dalla commissione vaticana preposta.<span id="more-91"></span><br />
Le differenze, almeno per la mia esperienza (ho frequentato sia l&#8217;ora di religione in tutti i gradi di scuola sia gli otto anni previsti di catechesi) non sono così rilevanti da poter dire che le due cose siano molto diverse tra loro.<br />
La catechesi si focalizza maggiormente sull&#8217;insegnamento della dottrina cattolica vera e propria attraverso l&#8217;analisi dei testi sacri e sulla preparazione dei ragazzi e delle ragazze al ricevimento dei sacramenti. Mentre nell&#8217;ora di religione scolastica si insegna a guardare ed analizzare i fatti della vita, le esperienze, dal punto di vista del cattolicesimo analizzando anche la vita di personaggi, gli scritti e l&#8217;arte della cultura cattolica.<br />
Questa sottile differenza porta a considerare sostanzialmente sovrapponibile i due insegnamenti.<br />
Quello che a mio avviso bisognerebbe quindi ripensare, se non si vuole meramente riproporla sotto un&#8217;altra veste, è proprio l&#8217;ora di religione insegnata nelle scuole italiane.<br />
Quando uno studente approccia allo studio di una qualunque materia, ad esempio la storia, non si addentra esclusivamente in un unico aspetto, cioè la storia della sola Italia, ma studia tutta la disciplina approfondendo maggiormente quello che lo riguarda più da vicino.<br />
Ecco allora che ritengo che l&#8217;ora di religione nelle scuole dovrebbe trasformarsi in &#8220;ora delle religioni&#8221;, durante la quale lo studente abbraccerebbe lo studio di tutte le religioni del mondo (o almeno di quelle più importanti), e approfondendo solo maggiormente, e non esclusivamente, quella più radicata nel nostro Paese.<br />
Vista da questa prospettiva, si potrebbe anche ripensare alla reintroduzione dell&#8217;obbligo di frequenza dell&#8217;ora scolastica poiché non sarebbe più rilevante il fatto che lo studente non condivida, per ragioni di &#8220;credo&#8221;, lo studio delle religioni, anche nell&#8217;ipotesi di ateismo o agnosticismo, poiché anche questi due aspetti sarebbero inclusi nello studio.<br />
Questo approccio alla materia porterebbe più di un riflesso positivo:<br />
1) un&#8217;occasione in più per una migliore integrazione culturale e sociale con e tra gli immigrati, poiché provenendo da paesi diversi, e quindi culture diverse, hanno &#8220;credi&#8221; diversi;<br />
2) una migliore conoscenza delle culture anche molto diverse dalla nostra, evitando quindi di cadere in luoghi comuni per errore, o più spesso per ignoranza;<br />
3) una comprensione più ampia dei fenomeni sociali e politici, correlati alle differenti religioni, che avvengono nel mondo;<br />
4) da ultimo, l&#8217;eliminazione del problema di trovare un&#8217;occupazione temporanea agli studenti che decidono di non frequentare l&#8217;ora di religione, a volte causa di fenomeni di emarginazione o differenziazione all&#8217;interno della classe.<br />
Credo che per una scuola che debba insegnare anche la conoscenza del diverso e il rispetto del prossimo sia un passo fondamentale per cercare di evitare in futuro fenomeni di razzismo e discriminazione dettati troppo spesso dalla semplice ignoranza.</p>
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		<title>Referendum contro il Lodo Alfano</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/10/referendum-contro-il-lodo-alfano/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 17:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; partita ieri la raccolta delle firme per abrogare la legge n. 173 del 25 luglio 2008, nota più comunemente con il nome di &#8220;Lodo Alfano&#8221;. Questa legge in pratica permette alle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) una impunità così vasta che, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/lodo_alfano.jpg" alt="" width="460" height="290" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; partita ieri la raccolta delle firme per abrogare la legge n. 173 del 25 luglio 2008, nota più comunemente con il nome di &#8220;Lodo Alfano&#8221;. Questa legge in pratica permette alle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) una impunità così vasta che, anche se fossero colti sul fatto mentre commettono un reato gravissimo come un omicidio, non solo non potrebbero essere condannati, ma neppure si potrebbe iniziare il processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dell&#8217;Italia dei Valori riteniamo che questa legge, in un Paese fondato sulla democrazia e l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, debba essere abrogata e per far ciò abbiamo deciso di usare lo strumento ultimo che la Costituzione Italiana mette a disposizione: il referendum. E&#8217; per questo motivo che a partire dall&#8217;11 ottobre 2008 e per tre mesi, in tutte le principali piazze d&#8217;Italia potrete trovare i banchetti dell&#8217;Italia dei Valori per la raccolta delle firme.<span id="more-75"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima giornata di raccolta, la partecipazione a Padova è andata oltre ogni più rosea aspettativa. La gente arrivava a frotte. E&#8217; stato persino difficile, al calare della sera, riuscire a chiudere il banchetto poiché la gente continuava ad arrivare incessantemente chiedendo di firmare. E&#8217; stato un grande momento di partecipazione popolare alla vita politica del nostro Paese perché con la propria firma ogni cittadino può far sentire la propria voce ed esprimere la propria indignazione verso questa legge vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, come già detto, continueremo a raccogliere le firme fino a dicembre, e a Padova saremo presenti con il seguente calendario:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>ogni sabato per tutto il giorno in Piazza delle Erbe e in Prato della Valle;</li>
<li>il martedì mattina in Piazza Azzurri d&#8217;Italia (zona Arcella);</li>
<li>il mercoledì mattina in Piazzale Cuoco (zona Guizza);</li>
<li>il venerdì mattina in Piazzetta Forcellini (quartiere n. 3).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Personalmente sarò presente sempre il venerdì in Piazzetta Forcellini (accanto al supermercato Alì) in qualità di responsabile per l&#8217;Italia dei Valori del quartiere 3 di Padova. Tuttavia mi troverete spesso anche al banchetto del sabato in Piazza delle Erbe a dare una mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi attendo numerosi ai banchetti per la raccolta delle firme, e mi raccomando, non dimenticate un documento valido per il riconoscimento!</p>
<p style="text-align: justify;">FIRMA ANCHE TU CONTRO IL LODO ALFANO. FIRMA PER SALVARE LA DEMOCRAZIA!</p>
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		</item>
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		<title>Violazione articolo 54 della Costituzione Italiana</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/07/violazione-articolo-54-costituzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 22:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 luglio 2008 a Padova si è tenuto il congresso della Liga Veneta (sezione regionale della Lega Nord) al quale ha partecipato anche il Ministro Umberto Bossi. Durante il discorso dal pulpito, per enfatizzare ulteriormente la solita tesi su Roma-ladrona e il federalismo fiscale, ecco che alzando il dito medio al cielo dichiara: “Anche l&#8217;inno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/bossi_dito_medio.jpg" alt="" width="530" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 luglio 2008 a Padova si è tenuto il congresso della Liga Veneta (sezione regionale della Lega Nord) al quale ha partecipato anche il Ministro Umberto Bossi. Durante il discorso dal pulpito, per enfatizzare ulteriormente la solita tesi su Roma-ladrona e il federalismo fiscale, ecco che alzando il dito medio al cielo dichiara: “Anche l&#8217;inno dice &#8216;l&#8217;Italia è schiava di Roma&#8217;. Toh, dico io”.<br />
Vorrei solo ricordare al ministro Bossi ciò che dice l&#8217;art 54 della Costituzione Italiana:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Art. 54.<br />
</span><em>Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.<br />
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A questa scenetta da osteria, gli fa eco poche ore dopo il leghista Borghezio (europarlamentare) che dichiara: “Abrogare l&#8217;orrendo Inno di Mameli”.<span id="more-55"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E continua: “E&#8217; più che comprensibile il senso di fastidio che Bossi, come ogni buon patriota padano, prova legittimamente nell&#8217;ascoltare le note sgradevoli dell&#8217;Inno di Mameli. Musicalmente orrendo, lugubre e irrispettoso nel testo che ci vorrebbe spronare ad essere ancor oggi &#8220;schiavi di Roma&#8221;, cioè esattamente il contrario di quello che desideriamo. Sarebbe piuttosto ora, quindi, di provvedere ad abrogare questo vecchio inno in cui non si riconosce né il Nord né il Sud, che ha subìto, come e più di noi, i guasti del centralismo romano”.<br />
A parte le dichiarazioni non certamente degne di un ministro e di un parlamentare europeo, vorrei ricordare ai signori della Lega che la strofa citata dell&#8217;inno di Mameli, che sinceramente trovo molto bello e ricco di storia (leggetelo tutto e non solo la strofa che si canta abitualmente), non dice assolutamente che “l&#8217;Italia è schiava di Roma”.<br />
Le parole “Dov&#8217;è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò” devono intendersi nel senso che la Vittoria (la dea alata) si deve offrire all&#8217;Italia per farsi tagliare i capelli (nell&#8217;antichità chi aveva i capelli lunghi erano le donne libere) in quanto “schiava” di Roma (cioè dell&#8217;Italia) che è sempre vittoriosa. Cioè la Vittoria è schiava d&#8217;Italia, e non l&#8217;Italia di Roma!<br />
Ma evidentemente i leghisti si divertono a dare interpretazioni personali alle cose che non conoscono o che credono di conoscere ma che dà loro un certo fastidio&#8230; musicalmente parlando.<br />
Un consiglio: rileggetevi la Costituzione, e già che ci siete anche l&#8217;inno nazionale, ma mi raccomando, con un buon testo commentato a fianco. Non vorrei pensaste che la “coorte” a cui dobbiamo &#8220;stringerci&#8221; sia quella del re!</p>
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		<title>Impresssioni al &#8220;1° Forum Giovani &#8211; Italia dei Valori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 16:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  Si è concluso domenica 13 luglio 2008 la due giorni del 1° Forum Nazionale giovani IDV. Un appuntamento a cui non potevo assolutamente mancare. Circa 1200 i partecipanti. Giovani, prevalentemente under-30, da tutta Italia, riuniti a Bellaria per incontrarsi, parlare, confrontarsi. E per dire a gran voce: Noi ci siamo&#8230; con la legalità, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/forum_giovani_idv.jpg" alt="" width="520" height="266" /> </p>
<p style="text-align: justify;">Si è concluso domenica 13 luglio 2008 la due giorni del 1° Forum Nazionale giovani IDV. Un appuntamento a cui non potevo assolutamente mancare.<br />
Circa 1200 i partecipanti. Giovani, prevalentemente under-30, da tutta Italia, riuniti a Bellaria per incontrarsi, parlare, confrontarsi. E per dire a gran voce: Noi ci siamo&#8230; con la legalità, la meritocrazia e la vera informazione! Noi ci siamo&#8230; insieme a Tonino!!!<br />
Un appuntamento che è stato ricco di interventi interessanti, e di ospiti illustri come Marco Travaglio, Dario Fo (e consorte), Francesco Di Stefano (proprietario di Europa7), e molti altri.<br />
L&#8217;evento si strutturava in 3 forum tematici: accesso e merito, legalità, informazione.<br />
Ho cercato di seguire tutti e tre dedicando del tempo a ciascuno di essi; non volevo perdermi nulla di quell&#8217;evento. Non posso negare però di essere stato maggiormente attratto dal forum “informazione”. Gli interventi sia di Di Stefano sia del Sen. Pardi sono stati particolarmente interessanti e assolutamente non banali. Hanno raccontato la storia di Rete4 e delle vicende giudiziarie che hanno interessato Europa7; si è approfondito il ruolo del giornalismo e la figura del giornalista d&#8217;oggi (troppo spesso al servizio del “padrone” di turno), della cattiva informazione che viene fatta dai media (spesso più grave di una semplice non-informazione).</p>
<p><span id="more-16"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il culmine della manifestazione è stato raggiunto nella parte finale della giornata di sabato, poco prima di cena, con l&#8217;intervento di Marco Travaglio.<br />
Un&#8217;ora e mezza ininterrotta di denunce, fatti e misfatti, e di consigli su come osservare i problemi con una lente non opacizzata da una stampa al servizio della casta. Insomma, un momento di vera informazione.<br />
La platea era pulsante, gli applausi così fragorosi da far tremare i vetri di tutto il centro congressi di Bellaria. I giovani ascoltavano e rispondevano in maniera diretta. L&#8217;emozione era palpabile nell&#8217;aria.<br />
Ho potuto scorgere anche un Di Pietro particolarmente emozionato sul palco, dove ha tenuto sia il discorso di apertura, sia quello di chiusura. Posso immaginare che un politico ormai non più alle prime armi come Di Pietro, difficilmente possa emozionarsi di fronte ad una platea di uditori. Ma se quella platea è costituita prevalentemente da giovani e giovanissimi che credono in quello che fanno e che ascoltando non annuiscono solo perché le cose sono dette dal “Presidente”, ogni singolo applauso è un brivido sulla schiena che può far vacillare anche il politico più navigato.<br />
L&#8217;unico grande assente è stato l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento stesso, ovvero l&#8217;on. J. L. Touadì che si era dimesso dal partito il giorno prima dell&#8217;apertura dei lavori del Forum Giovani.<br />
Le motivazioni sono valide, anche se non le condivido pienamente. Di Pietro ha difeso sul palco l&#8217;ex onorevole dell&#8217;Italia dei Valori in maniera convincente, e comunque non è possibile fare alcun paragone con l&#8217;evento analogo, ma solo nella forma, dell&#8217;uscita dell&#8217;on. De Gregorio due anni prima.<br />
Posso affermare con sicurezza che l&#8217;Italia dei Valori sta riuscendo pian piano ad attirare di nuovo i giovani verso la politica. Una nuova politica, non fatta più di macabro servilismo e ossequiosi inchini. L&#8217;Italia dei Valori è in grado di intercettare quei giovani che non vogliono omologarsi a uno schema che vede nelle “veline” e nei “vassalli” lo scopo del fare-politica, per ricevere i ringraziamenti e gli omaggi del re.<br />
L&#8217;Italia dei Valori sta cercando di creare una coscienza critca in quei giovani che voglio impegnarsi nella politica per il bene del Paese e non per i soli propri benefici, o la vana gloria.<br />
Quello che si è concluso è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che avranno come scopo quello di coinvolgere i giovani che un domani, ma alcuni già anche oggi, saranno chiamati a sostituire l&#8217;attuale classe dirigente e che solo se saranno stati in grado di costruirsi delle solide basi di valori, riusciranno ad evitare di cadere nelle insidie della mala-politica.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Come ha detto Antonio Di Pietro: “Una lezione dal passato, piedi fermi nel presente, dritti verso il futuro. Avanti!”.</p>
<div align="right" style="float: right; padding: 5px 0px 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.franconibale.it/blog/2008/07/impresssioni-al-1%c2%b0-forum-giovani-italia-dei-valori/">Condividi</a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Abolizione ICI e federalismo fiscale: una contraddizione in termini</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/04/abolizione-ici-e-federalismo-fiscale-una-contraddizione-in-termini/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 00:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lega Nord: &#8220;Primo punto del governo: subito federalismo fiscale&#8221;. Popolo della Libertà: &#8220;Abolizione dell’Ici sulla prima casa al primo Consiglio dei Ministri&#8221;. Nulla da obiettare leggendo singolarmente le due affermazioni, se non fosse che i due partiti stanno all&#8217;interno della stessa coalizione. Già, perché le due proposte sono una bella contraddizione in termini! Dicesi federalismo fiscale il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ici.jpg" alt="" width="620" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lega Nord: &#8220;Primo punto del governo: subito federalismo fiscale&#8221;. Popolo della Libertà: &#8220;Abolizione dell’Ici sulla prima casa al primo Consiglio dei Ministri&#8221;.<br />
Nulla da obiettare leggendo singolarmente le due affermazioni, se non fosse che i due partiti stanno all&#8217;interno della stessa coalizione. Già, perché le due proposte sono una bella contraddizione in termini!</p>
<p style="text-align: justify;">Dicesi federalismo fiscale il prevalente finanziamento delle maggiori spese decentrate con tributi propri o con compartecipazioni, anziché con trasferimenti dal governo centrale, tarati sulle spese.<br />
E l&#8217;ICI, l&#8217;imposta comunale sugli immobili, non è altro che una tra le più importanti entrate finanziarie di ogni singolo comune, più importante ancora per i piccoli comuni. In vigore dal 1993, rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo che ha avuto come obiettivo una più estesa autonomia tributaria dei comuni.<br />
E allora, cos&#8217;è l&#8217;ICI se non una delle forme di attuazione più evidente di federalismo fiscale?<span id="more-9"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma a quanto pare il governo chesta per insediarsi forse non ha del tutto le idee chiare. Se da una parte si inneggia al federalismo fiscale quale soluzione a Roma-ladrona, dall&#8217;altra si ipotizza come provvedimento a vantaggio del cittadino l&#8217;abolizione dell&#8217;ICI sulla prima casa.<br />
Certo è che una volta abolita l&#8217;imposta, e venutosi quindi a creare inevitabilmente un buco nelle casse del comune, è naturale pensare che questo disavanzo dovrà essere coperto in altra maniera. E a meno di non creare un&#8217;imposta fac-simile, l&#8217;alternativa sono i trasferimenti dello Stato ai singoli Comuni, e cioè quanto ci possa essere di più antitetico rispetto allo stesso federalismo fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per avere un&#8217;idea di quanto può incidere un provvedimento di questo genere, cito l&#8217;esempio del Comune di Padova (fonte: Annuario statistico 2006, Comune di Padova &#8211; Settore Programmazione Controllo e Statistica).</p>
<p style="text-align: justify;">Il totale delle entrate derivanti dal pagamento dell&#8217;ICI sulla prima casa per l&#8217;anno 2006 è stato pari a 26.398.000 €, pari ad oltre il 20% delle entrate tributarie e a quasi il 10% del totale delle entrate. Da notare che per lo stesso anno, il Comune di Padova ha incassato appena 10.273.000 € dallo Stato.<br />
Togliere una quota così rilevante dal bilancio del Comune attraverso l&#8217;abolizione di un&#8217;imposta locale significa non solo mettere a serio rischio l&#8217;erogazione di molti servizi usufruiti della cittadinanza ma anche ridurre considerevolmente la capacità di autosostentamento del Comune stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: sono favorevolissimo al federalismo fiscale.<br />
Ma non concepisco come si possa promuovere un tema così importante  con un provvedimento che va esattamente nella direzione opposta.<br />
Forse che in campagna elettorale era più importante una propaganda incentrata sulla mera promessa di abbassare la pressione fiscale ad ogni costo (ma chissà perché si è iniziato dalle imposte non statali)?</p>
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