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	<title>Il blog di Franco Nibale &#187; Politica</title>
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	<description>Consigliere provinciale di Padova</description>
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		<title>Ronde, un insulto alle forze dell&#8217;ordine e alla sicurezza</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2009/08/ronde-un-insulto-alle-forze-dellordine-e-alla-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 17:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto di seguito quanto ho inviato a &#8220;Il Gazzettino di Padova&#8221; in risposta alla lettera scritta dal capogruppo della Lega in Consiglio Provinciale a Padova. Alla domanda del Consigliere provinciale Alessandro Paiusco (Lega) posta nella lettera pubblicata giovedì 20 agosto 2009 sul Gazzettino (&#8220;Ma davvero pensate che le ronde siano uno scandalo?&#8221;) , rispondo “no, non penso che le ronde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ronde.jpg" alt="" width="500" height="310" /></p>
<p>Riporto di seguito quanto ho inviato a &#8220;Il Gazzettino di Padova&#8221; in risposta alla lettera scritta dal capogruppo della Lega in Consiglio Provinciale a Padova.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Alla domanda del Consigliere provinciale Alessandro Paiusco (Lega) posta nella lettera pubblicata giovedì 20 agosto 2009 sul Gazzettino (&#8220;Ma davvero pensate che le ronde siano uno scandalo?&#8221;) , rispondo “no, non penso che le ronde siano uno scandalo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso invece che le ronde siano un insulto alle forze dell&#8217;ordine e alla sicurezza dei cittadini. Il motivo è semplice.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo ha continuamente falcidiato i fondi alle forze di polizia, la benzina manca per far correre pantere e gazzelle, la polizia penitenziaria sciopera perché le carceri sono sovraffollate al limite dell&#8217;umana pietà e gli agenti sono sott&#8217;organico rendendo di estrema difficoltà la gestione dei detenuti e i turni di guardia, e poi si inneggia alla sicurezza con un decreto che istituisce, quasi come uno sberleffo a tutto questo, le &#8220;associazioni di osservatori volontari&#8221;. O, per usare un termine più in voga &#8220;ronde&#8221; dato il maggior effetto, la maggiore “sicurezza&#8221; che la parola instilla nelle menti dei cittadini.<span id="more-194"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Associazioni di volontari, non pagati quindi. Altrimenti il Sindaco Tosi (Lega), con ingenua sincerità, direbbe: &#8220;Non bisogna stipendiare nessuno, perché allora tanto vale assumere altri vigili&#8221; (si veda intervista &#8220;La Repubblica&#8221; 7/8/2009 pag. 11).</p>
<p style="text-align: justify;">Rondisti, armati solo di torcia e telefonino a gruppi di tre, maggiorenni, di cui almeno uno ultra-venticinquenne, che girano per le strade telefonando alla polizia per avvertire di ciò che succede, senza poter intervenire. Si potrebbe definire quasi come un senso civico istituzionalizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora non sarebbe forse molto più proficuo una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini per un maggior e più coinvolgente senso di responsabilità e di attenzione verso gli altri e ciò che ci circonda e non soltanto verso quello che ci appartiene? Quali migliori ronde se tutti i cittadini fossero rondisti? Lo strumento principale ce l&#8217;hanno già tutti, il telefonino. Il numero per chiamare la polizia o i carabinieri è di facile memorizzazione: 112 o 113.</p>
<p style="text-align: justify;">La sicurezza, quella vera, lasciamola a chi la fa di mestiere.</p>
</blockquote>
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		<title>Software libero e internet gratuito a Padova</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2009/03/software-libero-e-internet-gratuito-a-padova/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 16:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 14 marzo 2009, come Italia dei Valori di Padova abbiamo tenuto una conferenza stampa in Municipio per presentare uno dei punti programmatici del nostro programma, di cui sono onorato di averne la paternità,  per le prossime elezioni amministrative comunali di giugno 2009. Riporto di seguito il testo del comunicato stampa &#8221;Sofware libero e internet gratuito in città&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/opensource_wifi.jpg" alt="" width="530" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 14 marzo 2009, come Italia dei Valori di Padova abbiamo tenuto una conferenza stampa in Municipio per presentare uno dei punti programmatici del nostro programma, di cui sono onorato di averne la paternità,  per le prossime elezioni amministrative comunali di giugno 2009. Riporto di seguito il testo del comunicato stampa &#8221;Sofware libero e internet gratuito in città&#8221; che ho avuto il piacere di illustrare ai giornalisti e che è stato variamente pubblicato sia da &#8220;il Mattino&#8221; sia da &#8220;Corriere del Veneto&#8221;.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le nuove tecnologie interessano sempre più ogni aspetto della nostra esistenza, anche senza che ce ne accorgiamo. E&#8217; necessario adottare e promuovere comportamenti consapevoli per consentire alla Pubblica Amministrazione e al singolo Cittadino di riappropriarsi della decisionalità sui processi informatici, in ogni contesto della vita sociale e dell&#8217;attività produttiva.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia dei Valori di Padova è convinta che, poiché la Pubblica Amministrazione è responsabile dell&#8217;elaborazione e del corretto trattamento dei dati che descrivono la vita dei Cittadini nei più vari aspetti, il Comune di Padova deve impegnarsi nell&#8217;adozione delle tecnologie aperte e di formati dei dati standard, aperti e documentati.<span id="more-101"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Economicità &#8211; Nel rispetto del principio di economicità dell&#8217;attività amministrativa, bisogna ottimizzare l&#8217;impiego delle risorse nel settore delle Tecnologie dell&#8217;Informazione e della Comunicazione attraverso l&#8217;adozione di preferenza del Software Libero nelle infrastrutture e nei programmi informatici per il back-office e per l&#8217;erogazione dei servizi al cittadino.<br />
L&#8217;adozione del Software Libero consente di abbattere il costo per le licenze d&#8217;uso del software, che costituisce una delle voci più pesanti nel bilancio delle acquisizioni di programmi per elaboratore da parte delle Pubbliche amministrazioni, mantenendo al contempo un rapporto di virtuosa indipendenza dal singolo fornitore.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia dei Valori di Padova si impegnerà affinché il Comune di Padova favorisca l&#8217;adozione del software libero presso gli Istituti di Istruzione di ogni ordine e grado, iniziando da quelli di propria competenza, per consentire a docenti e discenti di studiare in modo approfondito la tecnologia, di padroneggiarla e quindi costruirla consapevolmente, e per consentire anche alle Scuole l&#8217;abbattimento dei costi per il software con la possibilità di reinvestire, nell&#8217;acquisizione di hardware ed altri strumenti, parte delle risorse risparmiate.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questo un impegno di Italia dei Valori di Padova che se ne fa promotrice e che lo ha inserito come suo punto programmatico per le elezioni amministrative di giugno 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un solo esempio, ponendo di sostituire semplicemente su 1000 computer del Comune di Padova il programma Office di Microsoft con l&#8217;alternativa libera OpenOffice, programma identico nelle funzioni ma con codice sorgente aperto, si può ipotizzare (per difetto) un risparmio di denaro pubblico che si aggira intorno a 300.000-350.000 euro solo per licenza d&#8217;uso.<br />
E questo risparmio è solo un esempio, poiché si è ipotizzato la sostituzione di un solo programma. Ma si può immaginare anche la sostituzione di altri programmi ove possibile, quali ad esempio l&#8217;adozione di software di grafica come GIMP, fino ad arrivare allo stesso sistema operativo optando per la soluzione gratuita offerta da Linux.<br />
Adottando un intervento strutturale a 360° nel campo del software libero, è possibile ragionevolmente ipotizzare un risparmio complessivo che raggiunge cifre a sei zeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, al fine di incentivare una più forte apertura e interesse verso l&#8217;opensource e i numerosi vantaggi che esso propone, crediamo che si debba attivare una campagna di informazione e promozione che parta dalle scuole del comune (e che potrà essere estesa anche nei vari quartieri) fornendo a docenti ed alunni gli strumenti software per permettere loro di imparare, comprendere ed apprezzare questi programmi. Programmi che poi i ragazzi potranno liberamente copiare nel proprio computer portatile o di casa senza per questo violare alcuna norma di copyright o di licenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo altresì convinti che in una comunità sempre più tecnologica, la città di Padova deve avere idee e progetti innovativi che possano consentire a tutti i cittadini di potersi connettere a Internet attraverso ogni tipo di collegamento possibile (via rete Wi-Fi, powerline, o col nuovo Wi-Max) dai nostri quartieri, dai parchi, dagli autobus.<br />
Quello che propone IdV di Padova è una svolta epocale nel modo di concepire la vita della nostra città: riuscire a garantire ad un impiegato, un funzionario, uno studente, un manager, di poter lavorare e fare ricerca, di studiare&#8230; dal Parco Iris piuttosto che dal Museo o dal Centro Culturale Altinate.<br />
E&#8217; un sogno che a Padova un&#8217;amministrazione lungimirante può e deve garantire.</p></blockquote>
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		<title>Ripensare all&#8217;ora di religione nelle scuole statali</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/12/ripensare-alla-ora-di-religione-nelle-scuole-statali/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 12:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Gazzettino di Padova del 27 novembre 2008 un articolo intitola &#8220;Fuggi fuggi dall&#8217;ora di religione: a Padova, alle superiori, uno studente su 5 non sceglie l&#8217;insegnamento cattolico&#8221; snocciolando tutta una serie di dati sul progressivo aumento degli alunni delle scuole secondarie che scelgono di non frequentare l&#8217;ora settimanale di religione cattolica. Per comprendere la questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ora_di_religione.png" alt="" width="253" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sul Gazzettino di Padova del 27 novembre 2008 un articolo intitola &#8220;Fuggi fuggi dall&#8217;ora di religione: a Padova, alle superiori, uno studente su 5 non sceglie l&#8217;insegnamento cattolico&#8221; snocciolando tutta una serie di dati sul progressivo aumento degli alunni delle scuole secondarie che scelgono di non frequentare l&#8217;ora settimanale di religione cattolica.<br />
Per comprendere la questione bisogna fare un salto indietro nel tempo ed arrivare fino al 1929 quando, l&#8217;allora Presidente del Consiglio Benito Mussolini firmò quelli che sono passati alla storia come Patti Lateranensi. L&#8217;accordo tra Stato e Chiesa prevedeva tra l&#8217;altro che da quel momento in poi in tutte le scuole del Regno prima, della Repubblica poi, fosse prevista un&#8217;ora obbligatoria alla settimana durante la quale venisse insegnata la Religione Cattolica.<br />
Più tardi, nel 1982, il Concordato fu rivisto, trasformando l&#8217;ora da &#8220;obbligatoria&#8221; a &#8220;facoltativa&#8221; per rispondere meglio alle esigenze di laicità dello Stato, così come previsto dalla Carta Costituzionale.<br />
Delineato a grandi tratti il quadro storico, è doveroso ora porsi la domanda su quale sia la differenza tra l&#8217;ora di Religione Cattolica prevista nelle scuole statali, e l&#8217;ora settimanale di Catechesi notoriamente proposta dalle singole parrocchie e coordinata dalla commissione vaticana preposta.<span id="more-91"></span><br />
Le differenze, almeno per la mia esperienza (ho frequentato sia l&#8217;ora di religione in tutti i gradi di scuola sia gli otto anni previsti di catechesi) non sono così rilevanti da poter dire che le due cose siano molto diverse tra loro.<br />
La catechesi si focalizza maggiormente sull&#8217;insegnamento della dottrina cattolica vera e propria attraverso l&#8217;analisi dei testi sacri e sulla preparazione dei ragazzi e delle ragazze al ricevimento dei sacramenti. Mentre nell&#8217;ora di religione scolastica si insegna a guardare ed analizzare i fatti della vita, le esperienze, dal punto di vista del cattolicesimo analizzando anche la vita di personaggi, gli scritti e l&#8217;arte della cultura cattolica.<br />
Questa sottile differenza porta a considerare sostanzialmente sovrapponibile i due insegnamenti.<br />
Quello che a mio avviso bisognerebbe quindi ripensare, se non si vuole meramente riproporla sotto un&#8217;altra veste, è proprio l&#8217;ora di religione insegnata nelle scuole italiane.<br />
Quando uno studente approccia allo studio di una qualunque materia, ad esempio la storia, non si addentra esclusivamente in un unico aspetto, cioè la storia della sola Italia, ma studia tutta la disciplina approfondendo maggiormente quello che lo riguarda più da vicino.<br />
Ecco allora che ritengo che l&#8217;ora di religione nelle scuole dovrebbe trasformarsi in &#8220;ora delle religioni&#8221;, durante la quale lo studente abbraccerebbe lo studio di tutte le religioni del mondo (o almeno di quelle più importanti), e approfondendo solo maggiormente, e non esclusivamente, quella più radicata nel nostro Paese.<br />
Vista da questa prospettiva, si potrebbe anche ripensare alla reintroduzione dell&#8217;obbligo di frequenza dell&#8217;ora scolastica poiché non sarebbe più rilevante il fatto che lo studente non condivida, per ragioni di &#8220;credo&#8221;, lo studio delle religioni, anche nell&#8217;ipotesi di ateismo o agnosticismo, poiché anche questi due aspetti sarebbero inclusi nello studio.<br />
Questo approccio alla materia porterebbe più di un riflesso positivo:<br />
1) un&#8217;occasione in più per una migliore integrazione culturale e sociale con e tra gli immigrati, poiché provenendo da paesi diversi, e quindi culture diverse, hanno &#8220;credi&#8221; diversi;<br />
2) una migliore conoscenza delle culture anche molto diverse dalla nostra, evitando quindi di cadere in luoghi comuni per errore, o più spesso per ignoranza;<br />
3) una comprensione più ampia dei fenomeni sociali e politici, correlati alle differenti religioni, che avvengono nel mondo;<br />
4) da ultimo, l&#8217;eliminazione del problema di trovare un&#8217;occupazione temporanea agli studenti che decidono di non frequentare l&#8217;ora di religione, a volte causa di fenomeni di emarginazione o differenziazione all&#8217;interno della classe.<br />
Credo che per una scuola che debba insegnare anche la conoscenza del diverso e il rispetto del prossimo sia un passo fondamentale per cercare di evitare in futuro fenomeni di razzismo e discriminazione dettati troppo spesso dalla semplice ignoranza.</p>
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		<title>Referendum contro il Lodo Alfano</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/10/referendum-contro-il-lodo-alfano/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 17:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; partita ieri la raccolta delle firme per abrogare la legge n. 173 del 25 luglio 2008, nota più comunemente con il nome di &#8220;Lodo Alfano&#8221;. Questa legge in pratica permette alle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) una impunità così vasta che, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/lodo_alfano.jpg" alt="" width="460" height="290" /></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; partita ieri la raccolta delle firme per abrogare la legge n. 173 del 25 luglio 2008, nota più comunemente con il nome di &#8220;Lodo Alfano&#8221;. Questa legge in pratica permette alle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) una impunità così vasta che, anche se fossero colti sul fatto mentre commettono un reato gravissimo come un omicidio, non solo non potrebbero essere condannati, ma neppure si potrebbe iniziare il processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dell&#8217;Italia dei Valori riteniamo che questa legge, in un Paese fondato sulla democrazia e l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, debba essere abrogata e per far ciò abbiamo deciso di usare lo strumento ultimo che la Costituzione Italiana mette a disposizione: il referendum. E&#8217; per questo motivo che a partire dall&#8217;11 ottobre 2008 e per tre mesi, in tutte le principali piazze d&#8217;Italia potrete trovare i banchetti dell&#8217;Italia dei Valori per la raccolta delle firme.<span id="more-75"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima giornata di raccolta, la partecipazione a Padova è andata oltre ogni più rosea aspettativa. La gente arrivava a frotte. E&#8217; stato persino difficile, al calare della sera, riuscire a chiudere il banchetto poiché la gente continuava ad arrivare incessantemente chiedendo di firmare. E&#8217; stato un grande momento di partecipazione popolare alla vita politica del nostro Paese perché con la propria firma ogni cittadino può far sentire la propria voce ed esprimere la propria indignazione verso questa legge vergogna.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, come già detto, continueremo a raccogliere le firme fino a dicembre, e a Padova saremo presenti con il seguente calendario:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>ogni sabato per tutto il giorno in Piazza delle Erbe e in Prato della Valle;</li>
<li>il martedì mattina in Piazza Azzurri d&#8217;Italia (zona Arcella);</li>
<li>il mercoledì mattina in Piazzale Cuoco (zona Guizza);</li>
<li>il venerdì mattina in Piazzetta Forcellini (quartiere n. 3).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Personalmente sarò presente sempre il venerdì in Piazzetta Forcellini (accanto al supermercato Alì) in qualità di responsabile per l&#8217;Italia dei Valori del quartiere 3 di Padova. Tuttavia mi troverete spesso anche al banchetto del sabato in Piazza delle Erbe a dare una mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi attendo numerosi ai banchetti per la raccolta delle firme, e mi raccomando, non dimenticate un documento valido per il riconoscimento!</p>
<p style="text-align: justify;">FIRMA ANCHE TU CONTRO IL LODO ALFANO. FIRMA PER SALVARE LA DEMOCRAZIA!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Violazione articolo 54 della Costituzione Italiana</title>
		<link>http://www.franconibale.it/blog/2008/07/violazione-articolo-54-costituzione/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 22:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 luglio 2008 a Padova si è tenuto il congresso della Liga Veneta (sezione regionale della Lega Nord) al quale ha partecipato anche il Ministro Umberto Bossi. Durante il discorso dal pulpito, per enfatizzare ulteriormente la solita tesi su Roma-ladrona e il federalismo fiscale, ecco che alzando il dito medio al cielo dichiara: “Anche l&#8217;inno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/bossi_dito_medio.jpg" alt="" width="530" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 luglio 2008 a Padova si è tenuto il congresso della Liga Veneta (sezione regionale della Lega Nord) al quale ha partecipato anche il Ministro Umberto Bossi. Durante il discorso dal pulpito, per enfatizzare ulteriormente la solita tesi su Roma-ladrona e il federalismo fiscale, ecco che alzando il dito medio al cielo dichiara: “Anche l&#8217;inno dice &#8216;l&#8217;Italia è schiava di Roma&#8217;. Toh, dico io”.<br />
Vorrei solo ricordare al ministro Bossi ciò che dice l&#8217;art 54 della Costituzione Italiana:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Art. 54.<br />
</span><em>Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.<br />
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A questa scenetta da osteria, gli fa eco poche ore dopo il leghista Borghezio (europarlamentare) che dichiara: “Abrogare l&#8217;orrendo Inno di Mameli”.<span id="more-55"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E continua: “E&#8217; più che comprensibile il senso di fastidio che Bossi, come ogni buon patriota padano, prova legittimamente nell&#8217;ascoltare le note sgradevoli dell&#8217;Inno di Mameli. Musicalmente orrendo, lugubre e irrispettoso nel testo che ci vorrebbe spronare ad essere ancor oggi &#8220;schiavi di Roma&#8221;, cioè esattamente il contrario di quello che desideriamo. Sarebbe piuttosto ora, quindi, di provvedere ad abrogare questo vecchio inno in cui non si riconosce né il Nord né il Sud, che ha subìto, come e più di noi, i guasti del centralismo romano”.<br />
A parte le dichiarazioni non certamente degne di un ministro e di un parlamentare europeo, vorrei ricordare ai signori della Lega che la strofa citata dell&#8217;inno di Mameli, che sinceramente trovo molto bello e ricco di storia (leggetelo tutto e non solo la strofa che si canta abitualmente), non dice assolutamente che “l&#8217;Italia è schiava di Roma”.<br />
Le parole “Dov&#8217;è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò” devono intendersi nel senso che la Vittoria (la dea alata) si deve offrire all&#8217;Italia per farsi tagliare i capelli (nell&#8217;antichità chi aveva i capelli lunghi erano le donne libere) in quanto “schiava” di Roma (cioè dell&#8217;Italia) che è sempre vittoriosa. Cioè la Vittoria è schiava d&#8217;Italia, e non l&#8217;Italia di Roma!<br />
Ma evidentemente i leghisti si divertono a dare interpretazioni personali alle cose che non conoscono o che credono di conoscere ma che dà loro un certo fastidio&#8230; musicalmente parlando.<br />
Un consiglio: rileggetevi la Costituzione, e già che ci siete anche l&#8217;inno nazionale, ma mi raccomando, con un buon testo commentato a fianco. Non vorrei pensaste che la “coorte” a cui dobbiamo &#8220;stringerci&#8221; sia quella del re!</p>
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		<title>Impresssioni al &#8220;1° Forum Giovani &#8211; Italia dei Valori&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 16:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[  Si è concluso domenica 13 luglio 2008 la due giorni del 1° Forum Nazionale giovani IDV. Un appuntamento a cui non potevo assolutamente mancare. Circa 1200 i partecipanti. Giovani, prevalentemente under-30, da tutta Italia, riuniti a Bellaria per incontrarsi, parlare, confrontarsi. E per dire a gran voce: Noi ci siamo&#8230; con la legalità, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/forum_giovani_idv.jpg" alt="" width="520" height="266" /> </p>
<p style="text-align: justify;">Si è concluso domenica 13 luglio 2008 la due giorni del 1° Forum Nazionale giovani IDV. Un appuntamento a cui non potevo assolutamente mancare.<br />
Circa 1200 i partecipanti. Giovani, prevalentemente under-30, da tutta Italia, riuniti a Bellaria per incontrarsi, parlare, confrontarsi. E per dire a gran voce: Noi ci siamo&#8230; con la legalità, la meritocrazia e la vera informazione! Noi ci siamo&#8230; insieme a Tonino!!!<br />
Un appuntamento che è stato ricco di interventi interessanti, e di ospiti illustri come Marco Travaglio, Dario Fo (e consorte), Francesco Di Stefano (proprietario di Europa7), e molti altri.<br />
L&#8217;evento si strutturava in 3 forum tematici: accesso e merito, legalità, informazione.<br />
Ho cercato di seguire tutti e tre dedicando del tempo a ciascuno di essi; non volevo perdermi nulla di quell&#8217;evento. Non posso negare però di essere stato maggiormente attratto dal forum “informazione”. Gli interventi sia di Di Stefano sia del Sen. Pardi sono stati particolarmente interessanti e assolutamente non banali. Hanno raccontato la storia di Rete4 e delle vicende giudiziarie che hanno interessato Europa7; si è approfondito il ruolo del giornalismo e la figura del giornalista d&#8217;oggi (troppo spesso al servizio del “padrone” di turno), della cattiva informazione che viene fatta dai media (spesso più grave di una semplice non-informazione).</p>
<p><span id="more-16"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Il culmine della manifestazione è stato raggiunto nella parte finale della giornata di sabato, poco prima di cena, con l&#8217;intervento di Marco Travaglio.<br />
Un&#8217;ora e mezza ininterrotta di denunce, fatti e misfatti, e di consigli su come osservare i problemi con una lente non opacizzata da una stampa al servizio della casta. Insomma, un momento di vera informazione.<br />
La platea era pulsante, gli applausi così fragorosi da far tremare i vetri di tutto il centro congressi di Bellaria. I giovani ascoltavano e rispondevano in maniera diretta. L&#8217;emozione era palpabile nell&#8217;aria.<br />
Ho potuto scorgere anche un Di Pietro particolarmente emozionato sul palco, dove ha tenuto sia il discorso di apertura, sia quello di chiusura. Posso immaginare che un politico ormai non più alle prime armi come Di Pietro, difficilmente possa emozionarsi di fronte ad una platea di uditori. Ma se quella platea è costituita prevalentemente da giovani e giovanissimi che credono in quello che fanno e che ascoltando non annuiscono solo perché le cose sono dette dal “Presidente”, ogni singolo applauso è un brivido sulla schiena che può far vacillare anche il politico più navigato.<br />
L&#8217;unico grande assente è stato l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento stesso, ovvero l&#8217;on. J. L. Touadì che si era dimesso dal partito il giorno prima dell&#8217;apertura dei lavori del Forum Giovani.<br />
Le motivazioni sono valide, anche se non le condivido pienamente. Di Pietro ha difeso sul palco l&#8217;ex onorevole dell&#8217;Italia dei Valori in maniera convincente, e comunque non è possibile fare alcun paragone con l&#8217;evento analogo, ma solo nella forma, dell&#8217;uscita dell&#8217;on. De Gregorio due anni prima.<br />
Posso affermare con sicurezza che l&#8217;Italia dei Valori sta riuscendo pian piano ad attirare di nuovo i giovani verso la politica. Una nuova politica, non fatta più di macabro servilismo e ossequiosi inchini. L&#8217;Italia dei Valori è in grado di intercettare quei giovani che non vogliono omologarsi a uno schema che vede nelle “veline” e nei “vassalli” lo scopo del fare-politica, per ricevere i ringraziamenti e gli omaggi del re.<br />
L&#8217;Italia dei Valori sta cercando di creare una coscienza critca in quei giovani che voglio impegnarsi nella politica per il bene del Paese e non per i soli propri benefici, o la vana gloria.<br />
Quello che si è concluso è stato solo il primo di una serie di appuntamenti che avranno come scopo quello di coinvolgere i giovani che un domani, ma alcuni già anche oggi, saranno chiamati a sostituire l&#8217;attuale classe dirigente e che solo se saranno stati in grado di costruirsi delle solide basi di valori, riusciranno ad evitare di cadere nelle insidie della mala-politica.</p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Come ha detto Antonio Di Pietro: “Una lezione dal passato, piedi fermi nel presente, dritti verso il futuro. Avanti!”.</p>
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		<title>Abolizione ICI e federalismo fiscale: una contraddizione in termini</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 00:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Lega Nord: &#8220;Primo punto del governo: subito federalismo fiscale&#8221;. Popolo della Libertà: &#8220;Abolizione dell’Ici sulla prima casa al primo Consiglio dei Ministri&#8221;. Nulla da obiettare leggendo singolarmente le due affermazioni, se non fosse che i due partiti stanno all&#8217;interno della stessa coalizione. Già, perché le due proposte sono una bella contraddizione in termini! Dicesi federalismo fiscale il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/ici.jpg" alt="" width="620" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lega Nord: &#8220;Primo punto del governo: subito federalismo fiscale&#8221;. Popolo della Libertà: &#8220;Abolizione dell’Ici sulla prima casa al primo Consiglio dei Ministri&#8221;.<br />
Nulla da obiettare leggendo singolarmente le due affermazioni, se non fosse che i due partiti stanno all&#8217;interno della stessa coalizione. Già, perché le due proposte sono una bella contraddizione in termini!</p>
<p style="text-align: justify;">Dicesi federalismo fiscale il prevalente finanziamento delle maggiori spese decentrate con tributi propri o con compartecipazioni, anziché con trasferimenti dal governo centrale, tarati sulle spese.<br />
E l&#8217;ICI, l&#8217;imposta comunale sugli immobili, non è altro che una tra le più importanti entrate finanziarie di ogni singolo comune, più importante ancora per i piccoli comuni. In vigore dal 1993, rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo che ha avuto come obiettivo una più estesa autonomia tributaria dei comuni.<br />
E allora, cos&#8217;è l&#8217;ICI se non una delle forme di attuazione più evidente di federalismo fiscale?<span id="more-9"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma a quanto pare il governo chesta per insediarsi forse non ha del tutto le idee chiare. Se da una parte si inneggia al federalismo fiscale quale soluzione a Roma-ladrona, dall&#8217;altra si ipotizza come provvedimento a vantaggio del cittadino l&#8217;abolizione dell&#8217;ICI sulla prima casa.<br />
Certo è che una volta abolita l&#8217;imposta, e venutosi quindi a creare inevitabilmente un buco nelle casse del comune, è naturale pensare che questo disavanzo dovrà essere coperto in altra maniera. E a meno di non creare un&#8217;imposta fac-simile, l&#8217;alternativa sono i trasferimenti dello Stato ai singoli Comuni, e cioè quanto ci possa essere di più antitetico rispetto allo stesso federalismo fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per avere un&#8217;idea di quanto può incidere un provvedimento di questo genere, cito l&#8217;esempio del Comune di Padova (fonte: Annuario statistico 2006, Comune di Padova &#8211; Settore Programmazione Controllo e Statistica).</p>
<p style="text-align: justify;">Il totale delle entrate derivanti dal pagamento dell&#8217;ICI sulla prima casa per l&#8217;anno 2006 è stato pari a 26.398.000 €, pari ad oltre il 20% delle entrate tributarie e a quasi il 10% del totale delle entrate. Da notare che per lo stesso anno, il Comune di Padova ha incassato appena 10.273.000 € dallo Stato.<br />
Togliere una quota così rilevante dal bilancio del Comune attraverso l&#8217;abolizione di un&#8217;imposta locale significa non solo mettere a serio rischio l&#8217;erogazione di molti servizi usufruiti della cittadinanza ma anche ridurre considerevolmente la capacità di autosostentamento del Comune stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: sono favorevolissimo al federalismo fiscale.<br />
Ma non concepisco come si possa promuovere un tema così importante  con un provvedimento che va esattamente nella direzione opposta.<br />
Forse che in campagna elettorale era più importante una propaganda incentrata sulla mera promessa di abbassare la pressione fiscale ad ogni costo (ma chissà perché si è iniziato dalle imposte non statali)?</p>
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		<title>Un grazie a quanti hanno votato IdV</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 14:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Nibale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad una settimana dal voto, voglio manifestare la mia contentezza per il buon esito conseguito dall&#8217;Italia dei Valori nell&#8217;ultima tornata elettorale, anche se la coalizione di centro-sinistra non ha vinto le elezioni. Nell&#8217;arco di appena due anni, il partito guidato da Antonio Di Pietro è riuscito a raddoppiare i propri voti passando da 986.191 (2,89%) per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.franconibale.it/blog/immagini/scritta_grazie.jpg" alt="" width="620" height="273" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ad una settimana dal voto, voglio manifestare la mia contentezza per il buon esito conseguito dall&#8217;Italia dei Valori nell&#8217;ultima tornata elettorale, anche se la coalizione di centro-sinistra non ha vinto le elezioni.<br />
Nell&#8217;arco di appena due anni, il partito guidato da Antonio Di Pietro è riuscito a raddoppiare i propri voti passando da 986.191 (2,89%) per il Senato e 877.052 (2,30%) per la Camera a 1.414.118 (4,32%) e 1.593.675 (4,37%) rispettivamente. Naturalmente questo si è tradotto in un aumento dei parlamentari IdV che sono passati da 20 a ben 42, a cui va sommato un parlamentare eletto nella circoscrizione estero.<br />
Il dato che tuttavia mi lascia più felice, è constatare che per la prima volta i voti complessivi per la Camera hanno superato (di quasi 180.000 preferenze!) quelli per il Senato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1"></span><br />
Pur dando come attenuante il fatto che non sia obbligatorio votare allo stesso modo per la Camera e per il Senato, una percentuale di scarto pari a circa il 6% non può essere totalmente gustificata da un voto disgiunto, ma bisogna riconoscere che questa volta i giovani hanno strizzato l&#8217;occhio all&#8217;Italia dei Valori, segno questo che temi quali la legalità, la giustizia, la libera informazione, ecc. non sono temi appannaggio solo dei &#8220;vecchi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Passando ad analizzare i dati elettorali per la città di Padova, il risultato è ancora più sorprendente rispetto al nazionale. Si è passati infatti da 4.001 voti (2,78%) per la Camera e 4.917 (3,65%) per il Senato a 8.001 voti (5,98%) e 7.258 (5,79%) rispettivamente.<br />
Infine voglio accennare anche ai dati del mio quartiere (n° 3) che in valore assoluto rappresenta la seconda area di Padova per concentrazione di preferenze all&#8217;Italia dei Valori con addirittura l&#8217;8,27% al Senato e l&#8217;8,42 alla Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con un sentito ringraziamento a quanti hanno votato l&#8217;Italia dei Valori (e quindi indirettamente anche me come candidato alla Camera -non eletto- nella circoscrizione Veneto1) con la speranza di un&#8217;Italia con più giustizia e legalità.</p>
<div align="right" style="float: right; padding: 5px 0px 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://www.franconibale.it/blog/2008/04/un-grazie-a-quanti-hanno-votato-idv/">Condividi</a></div>]]></content:encoded>
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