mag 15 2010

Consiglio Provinciale di Padova: bocciata la mozione contro l’omofobia

Pubblicato da Franco Nibale a 19:41 in Consiglio provinciale

Riporto di seguito il mio intervento in aula, nella seduta del 13 maggio 2010, durante la discussione sulla mozione contro l’omofobia. Purtroppo il Consiglio Provinciale alla fine ha bocciato l’intero testo.

Egregi colleghi,

vorrei citarvi un pensiero di Immanuel Kant che io ritengo racchiuda l’essenza della questione posta oggi all’attenzione di questo Consiglio:

“Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo, ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo.”

Ora, sono francamente rammaricato del parere negativo che ne è uscito dalle commissioni preposte alla discussione e all’approfondimento di un così delicato ma importante tema.

Vorrei innanzitutto sottolineare che l’argomento centrale che viene qui trattato in questa mozione è l’omofobia.

L’omofobia può essere definita come una paura e un’avversione irrazionale basta sul pregiudizio che taluni provano in maniera conscia o inconscia attraverso un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, nei confronti dell’omosessualità.

In un’accezione discriminatoria, il termine “omofobia” sta, tra l’altro, ad indicare tutti quei comportamenti riconducibili al sessismo che ledono i diritti e la dignità delle persone omosessuali sulla base esclusiva del loro orientamento sessuale. Rientrano in questa definizione le discriminazioni sul posto di lavoro, nelle istituzioni, nella cultura, nonché gli atti di violenza fisica e psicologica.

Mi sarei aspettato in questo senso un corale appoggio a favore di questo testo che, partendo dalla realtà degli accadimenti recenti, va proprio nella direzione di cercare di educare al valore del rispetto e della dignità delle persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale.

I report annuali di Arcigay sull’omofobia, senza dubbio in difetto rispetto al numero dei casi totali effettivamente accaduti, annoverano, nel 2008, 45 violenze ed aggressioni documentate che nel 2009 salgono a ben 80 casi (quasi il doppio!). E gli omicidi a sfondo omofobo passano da 9 a 12.

E mi preme qui sottolineare che la mancanza di una reale percezione di tutela, poiché nell’ordinamento giuridico italiano non esiste una specifica fattispecie di reato, insieme ad una forte omofobia interiorizzata determinano che la stragrande maggioranza dei casi di violenza omofobica non vengano nemmeno denunciati. Si è di fronte, cioè, ad una spirale che si avvolge su se stessa e che attanaglia all’interno, senza possibilità di scampo, le proprie vittime.

Detto ciò, fa specie che si riesca con leggerezza a votare contro una mozione che cerca, a mio avviso in modo molto pacato e corretto, di promuovere la cultura del rispetto e la condanna di una mentalità omofobica.

Solo una concezione di omosessualità bigotta e arcaica può portare ad una valutazione negativa di questa mozione. Ma è chiaro che dobbiamo intenderci di cosa si parla quando si tratta l’omosessualità.

Se la stessa è vista come una semplice condizione naturale dell’essere umano, o meglio, come dice l’OMS, una variante naturale del comportamento, allora questa mozione non può che essere votata in modo favorevole.

Se alternativamente si crede che l’omosessualità sia un vizio, una scelta, o peggio ancora una moda, allora è chiaro che è come se stessimo trattando del ruolo della donna così come concepito agli inizi del secolo scorso, quando la stessa aveva la funzione esclusiva di portare avanti la casa, ma non aveva diritto di intervento sulle decisioni importanti e tanto meno diritto di voto perché considerata, all’epoca, inferiore anche sul piano dell’intelligenza rispetto all’uomo. O ancora quando i neri erano considerati, esclusivamente per il loro colore diverso della pelle, inferiori ai bianchi tanto da non poter essere altro che schiavi o servi. E vorrei evidenziare che, all’epoca, queste visioni della società erano considerate giuste dalla maggior parte della popolazione e approvate dalle stesse istituzioni.

E’ per questa ragione che chiedo uno sforzo a questo Consiglio, anche in vista della giornata mondiale contro l’omofobia che si terrà il 17 maggio prossimo. Uno sforzo nel non chiudersi dentro a schematismi preconcettuali o di semplice appartenenza politica, ma di aprirsi e riconoscere il valore di ogni singola persona umana anche attraverso l’approvazione di questa mozione.

Il motore del cambiamento e del progresso, soprattutto sul piano culturale, che ha portato nel tempo le donne ad emanciparsi, o un nero a diventare il presidente della nazione più potente del mondo, parte anche da qui, da quest’aula, dalle azioni che noi, nella nostra realtà, come rappresentanti siamo chiamati ad esprimere.

Grazie.

 

Dichiarazione di voto

Mi spiace moltissimo non poter fare una dichiarazione di voto a nome di tutta l’Italia dei Valori, poiché un consigliere del mio gruppo ha preferito volontariamente non partecipare alla votazione. Ma ciò non mi impedisce di poter esprime la mia ferma condanna per ogni atto discriminatorio che leda la dignità ed il rispetto che si deve a ciascun essere umano. Non posso accettare l’esistenza di discriminazioni di taluni individui rispetto ad altri esclusivamente per la propria condizione sociale o personale, la propria razza, religione o orientamento sessuale proprio per quei valori che stanno alla base dei principi ispiratori del mio partito.

Prova della sensibilità che l’Italia dei Valori ha verso queste tematiche è anche il fatto che all’interno del mio partito sia previsto uno specifico dipartimento per lo studio e l’elaborazione di politiche per la promozione e la difesa dei diritti civili, il cui responsabile nazionale è Franco Grillini attuale Consigliere regionale IdV dell’Emilia Romagna e Presidente onorario Arcigay.

Per questi motivi, il mio voto non può che essere un voto totalmente a favore di questa mozione.

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