Riporto di seguito quanto ho inviato a “Il Gazzettino di Padova” in risposta alla lettera scritta dal capogruppo della Lega in Consiglio Provinciale a Padova.

Alla domanda del Consigliere provinciale Alessandro Paiusco (Lega) posta nella lettera pubblicata giovedì 20 agosto 2009 sul Gazzettino (“Ma davvero pensate che le ronde siano uno scandalo?”) , rispondo “no, non penso che le ronde siano uno scandalo”.

Penso invece che le ronde siano un insulto alle forze dell’ordine e alla sicurezza dei cittadini. Il motivo è semplice.

Il governo ha continuamente falcidiato i fondi alle forze di polizia, la benzina manca per far correre pantere e gazzelle, la polizia penitenziaria sciopera perché le carceri sono sovraffollate al limite dell’umana pietà e gli agenti sono sott’organico rendendo di estrema difficoltà la gestione dei detenuti e i turni di guardia, e poi si inneggia alla sicurezza con un decreto che istituisce, quasi come uno sberleffo a tutto questo, le “associazioni di osservatori volontari”. O, per usare un termine più in voga “ronde” dato il maggior effetto, la maggiore “sicurezza” che la parola instilla nelle menti dei cittadini.

Associazioni di volontari, non pagati quindi. Altrimenti il Sindaco Tosi (Lega), con ingenua sincerità, direbbe: “Non bisogna stipendiare nessuno, perché allora tanto vale assumere altri vigili” (si veda intervista “La Repubblica” 7/8/2009 pag. 11).

Rondisti, armati solo di torcia e telefonino a gruppi di tre, maggiorenni, di cui almeno uno ultra-venticinquenne, che girano per le strade telefonando alla polizia per avvertire di ciò che succede, senza poter intervenire. Si potrebbe definire quasi come un senso civico istituzionalizzato.

Ma allora non sarebbe forse molto più proficuo una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i cittadini per un maggior e più coinvolgente senso di responsabilità e di attenzione verso gli altri e ciò che ci circonda e non soltanto verso quello che ci appartiene? Quali migliori ronde se tutti i cittadini fossero rondisti? Lo strumento principale ce l’hanno già tutti, il telefonino. Il numero per chiamare la polizia o i carabinieri è di facile memorizzazione: 112 o 113.

La sicurezza, quella vera, lasciamola a chi la fa di mestiere.