
Il 20 luglio 2008 a Padova si è tenuto il congresso della Liga Veneta (sezione regionale della Lega Nord) al quale ha partecipato anche il Ministro Umberto Bossi. Durante il discorso dal pulpito, per enfatizzare ulteriormente la solita tesi su Roma-ladrona e il federalismo fiscale, ecco che alzando il dito medio al cielo dichiara: “Anche l’inno dice ‘l’Italia è schiava di Roma’. Toh, dico io”.
Vorrei solo ricordare al ministro Bossi ciò che dice l’art 54 della Costituzione Italiana:
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
A questa scenetta da osteria, gli fa eco poche ore dopo il leghista Borghezio (europarlamentare) che dichiara: “Abrogare l’orrendo Inno di Mameli”.
E continua: “E’ più che comprensibile il senso di fastidio che Bossi, come ogni buon patriota padano, prova legittimamente nell’ascoltare le note sgradevoli dell’Inno di Mameli. Musicalmente orrendo, lugubre e irrispettoso nel testo che ci vorrebbe spronare ad essere ancor oggi “schiavi di Roma”, cioè esattamente il contrario di quello che desideriamo. Sarebbe piuttosto ora, quindi, di provvedere ad abrogare questo vecchio inno in cui non si riconosce né il Nord né il Sud, che ha subìto, come e più di noi, i guasti del centralismo romano”.
A parte le dichiarazioni non certamente degne di un ministro e di un parlamentare europeo, vorrei ricordare ai signori della Lega che la strofa citata dell’inno di Mameli, che sinceramente trovo molto bello e ricco di storia (leggetelo tutto e non solo la strofa che si canta abitualmente), non dice assolutamente che “l’Italia è schiava di Roma”.
Le parole “Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò” devono intendersi nel senso che la Vittoria (la dea alata) si deve offrire all’Italia per farsi tagliare i capelli (nell’antichità chi aveva i capelli lunghi erano le donne libere) in quanto “schiava” di Roma (cioè dell’Italia) che è sempre vittoriosa. Cioè la Vittoria è schiava d’Italia, e non l’Italia di Roma!
Ma evidentemente i leghisti si divertono a dare interpretazioni personali alle cose che non conoscono o che credono di conoscere ma che dà loro un certo fastidio… musicalmente parlando.
Un consiglio: rileggetevi la Costituzione, e già che ci siete anche l’inno nazionale, ma mi raccomando, con un buon testo commentato a fianco. Non vorrei pensaste che la “coorte” a cui dobbiamo “stringerci” sia quella del re!
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